Il glaucoma congenito è una malattia estremamente rara ed è legato a un aumento della pressione intraoculare.
Spesso sono i genitori ad accorgersi che gli occhi del loro bambino hanno qualcosa che non va nelle prime settimane o mesi di vita. Il bambino appare estremamente sensibile alla luce e piange continuamente. Molti neonati tengono le palpebre ben chiuse per gran parte della giornata per evitare la luce. Tuttavia, è l’opacità della cornea causata dall’edema corneale che desta i maggiori sospetti da parte dei genitori. Poiché i tessuti del bulbo oculare sono estremamente distensibili nella prima infanzia, l’aumento della pressione intraoculare provoca un progressivo ingrandimento dell’occhio e della cornea. Una misurazione di quest’ultima superiore a 12 mm è considerata diagnostica di glaucoma congenito. Questi occhi, opalescenti e ingranditi, appaiono così anormali che la condizione viene chiamata anche buftalmo.
La terapia è esclusivamente chirurgica e l’intervento deve essere effettuato da chirurghi esperti di glaucoma congenito e delle relative tecniche chirurgiche a questo riservate.

